VAI ALL\'EDIZIONE 2015
patrocini_new_10      patrocini_new_08      patrocini_new_04      patrocini_new_06      patrocini_new_02

HERITAGE CONNECTION

Il vintage quale fenomeno culturale e non solo di sociologia e costume. Nell’anno 2014 l’evento Vintage Festival si arricchisce di una forte dimensione culturale e dialettica proponendo nel palinsesto pomeridiano e serale di Domenica 14 settembre una serie di dialoghi e lectiones nella forma del talk show, con un host d’eccezione a tenere il filo rosso di una intrigante matassa di ospiti che spazia nei campi del design, dell’arte, della comunicazione, dei media, del cibo. Davide Rampello conduce Heritage Connection.

Incontri trasversali su un tema, quello della MEMORIA e della RE-INTERPRETAZIONE come valore della società liquida, nei quali i nostri ospiti parleranno di come la cultura del progetto di cui sono nei rispettivi campi maestri sia stata alimentata dalle memorie personali e sociali che hanno respirato nella propria formazione e poi carriera. E di come siano stati in grado di re-interpretarle, dandogli forma e sostanza nuova attraverso il loro ‘fare’ quotidiano.

FOCUS HERITAGE CONNECTION

Raccontare la qualità per interpretare il presente e il futuro Heritage Connection – una piattaforma pubblica di approfondimento in cui Rampello contribuisce a dare fisionomia a un mondo in costante cambiamento, nel quale la memoria e i valori ad essi connessi sono la base di una costruzione sociale condivisa del sentire e del vivere insieme. Di cui il vintage come fenomeno di costume è parte integrante, segno e strumento contemporaneamente del dialogo attraverso cui i giovani si appropriano del passato in modo attivo, dinamico e creativo.

 

Il Vintage come sinonimo di memoria e qualità. La grande urgenza dei nostri tempi è riappropriarsi del fascino e dell’importanza della memoria. Il pubblico avverte questa esigenza, nel mondo liquido e nella società della nuvola è sempre più importante avere il riferimento della memoria. E la memoria è qualità, poiché lo strumento principale della memoria, la Storia, è la testimonianza della qualità, intesa come “ciò che vi è di memorabile”, ciò che merita di essere ricordato e quindi di divenire un benchmark del contemporaneo.

 

Ma che cos’è oggi la qualità? Come facciamo a definire la qualità nel prodotto industriale, nell’enogastronomia, nella moda, nella letteratura, nelle arti, e così via? Se dobbiamo dare una definizione di qualità potremmo affermare senza dubbio che la qualità è il racconto, la narrazione delle differenze. La capacità di cogliere le differenze si acquisisce con l’esperienza. L’heritage in ogni campo, dall’arte alla moda, è la testimonianza presente dell’esperienza attraverso il suo ricordo. E il ricordo che cos’è se non confronto, stima, similitudine?

 

Per questo nelle società del passato era tenuto in grande considerazione l’anziano, considerato il saggio: egli era tale perché aveva un racconto: memoria, ricordo, esperienza; in una parola, confronto. Poteva testimoniare le diversità, quindi documentarne le qualità. Poteva raccontare storie. L’etimo della parola storia è ἱστορία, che significa ricerca. Ma nella parola storia c’è il verbo ὁράω, che significa guardare. In altre parole chi racconta storie testimonia il passato per un solo motivo: può vedere, vedere le differenza.

Oggi la memoria viene abbandonata sia come esercizio che come qualità perché è invalso il concetto di memoria come semplice catalogo di fatti, e la mobilità e immediatezza dell’informazione profusa da un sistema che si limita a registrare delle informazioni senza interpretarle ci priva della capacità di soppesare il passato. La reinterpretazione ci permette invece una coscienza sintetica e dialogica tra le informazioni, e solo così possiamo, di conseguenza, attribuire valori, distinguere la qualità. Che si tratti del ricordo di una fragranza, di un sapore, di un gesto atletico e così via, questo ricordo mi servirà quale metro di paragone.

Da ciò discende l’importanza dell’esperienza, vissuta e non riportata. Maggiore la nostra esperienza, più forte sarà la nostra capacità di memorizzare, maggiore la facoltà di vivere e riconoscere esperienze di qualità. Per questo il maggior senso delle qualità e la cognizione delle qualità determina in molti casi una maggiore sensibilità alle cose della vita. In questa piccola parentesi del quotidiano vogliamo vedere il Vintage Festival: la ricerca di una memoria per avere uno strumento in più per capire il presente.

DAVIDE RAMPELLO

Manager  culturale e consulente  per istituzioni nazionali e internazionali ha ricoperto negli ultimi tre decenni numerosi incarichi nell’ambito dell’arte, della cultura e nell’ideazione di grandi momenti di comunicazione. Regista dalla fine degli anni ’70 è considerato uno dei maggiori innovatori del linguaggio televisivo. Presidente della Triennale di Milano dal 2003 al 2011, in una stagione quasi decennale durante la quale viene rilanciata e rinnovata l’immagine e l’attività dell’istituzione milanese a livello internazionale. Dal 2011 è Direttore Artistico del Carnevale di Venezia confermato per l’edizione 2015.

Curatore del Padiglione Zero presso l’Expo di Milano 2015. Responsabile eventi del semestre Expo. Da ottobre 2013 cura una rubrica per Striscia La Notizia dal titolo Paesi e paesaggi dedicata alle eccellenze paesaggistiche e alimentari italiane. Già professore incaricato presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presso l’Università IULM di Milano. Autore di saggi e testi su l’arte e sulla cultura materiale, l’ultimo edito nel 2013 è La mia Triennale. Cronache di una ribellione edito da Skira.

STEFANO KARADJOV

Padovano, responsabile comunicazione e produttore di eventi. Curatore del programma culturale del Carnevale di Venezia dall’edizione 2011, responsabile delle mostre di Codice. Idee per la cultura (Torino), consulente delle Aree tematiche per le mostre di Expo 2015, docente di comunicazione ed eventi alla Cattolica di Milano e di web marketing all’Università di Padova.

CONDIVIDI SUI SOCIAL NETWORKS