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TINTO BRASS: IL LATO B DELLE COSE

  |   Redazione, News

Cinquant’anni di film, decine di lati b: la carriera di Tinto Brass ci racconta l’epopea di un maestro controverso della nostra cinematografia. Gli anni parigini della Cinémathèque, a fianco dei primi vagiti della Nouvelle Vague, le prime esperienze con Rossellini e Ivens, fino alla conversione all’eros.

Anarchia, irriverenza ed erotismo compongono la chiave di volta della sterminata carriera di Tinto Brass (La chiave, Miranda, Capriccio, Così fan tutte, Monella, Senso ’45). Un erotismo gioioso, una sensualità anticonformista e senza tabù che hanno saputo affrontare decenni di censure, chiusure mentali e ostracismo culturale tipici del nostro paese.

Un’epopea che sta per essere ritratta e celebrata in un film documentario, Istinto Brass, diretto da Massimiliano Zanin, che del suo mentore dice: «È un vero maestro un anarchico del cinema e un genio assoluto, ma soprattutto lo ritengo un artista nel vero senso della parola. Egli infatti ha saputo affermare il suo cinema al di là di ogni imposizione e censura, con mille battaglie e rinunciando spesso ai favori della critica. E come tutti i veri artisti Tinto è un benefattore».

L’INCONTRO SI TERRA’ SABATO 14 settembre 2013, ore 16.00 – 17.30
LOCATION: All’interno del teatro-auditorium ricavato dagli scavi medievali del Centro Culturale Altinate San Gaetano
via Altinate 71, Padova

INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE – POSTI LIMITATI
PER ISCRIVERSI ALL’INCONTRO CON TINTO BRASS CLICCA SU QUESTO LINK

Per poter accedere all’incontro sarà necessario stampare la mail di conferma con il pass.
La stampa del voucher vi consentirà l’ingresso preferenziale al festival, come pass salta-fila.

Tinto Brass: «Sul piano etico il culo è più onesto della faccia, non inganna, non è maschera ipocrita. Diciamo che il culo è lo specchio dell’anima: e ognuno è il culo che ha; sintesi, mostrami il culo e ti dirò chi sei».

«Quel che per me più conta, la libertà dell’individuo rispetto alle imposizioni della società e della cultura dominante che ho portato avanti sin dal mio primo film nel 1963. La rappresentazione continua del piacere come vittoria dell’eros su thanatos. Il mio è un modello di donna libera e liberata, in grado di rompere gli schemi. Quando anche le donne saranno davvero libere il mondo sarà un posto più sereno e pacificato».